TRENTO. Le ultime rilevazioni sulle liste d'attesa riaccendono lo scontro sulla sanità trentina. Cgil, Cisl e Uil chiedono le dimissioni del direttore generale di Asuit, Antonio Ferro, sostenendo che la gestione del problema abbia ormai dimostrato tutti i suoi limiti.
I tre segretari provinciali, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, definiscono un «fallimento» l'azione messa in campo finora. «I trentini continuano ad aspettare oltre i tempi previsti per ottenere una visita specialistica e tutte le soluzioni prospettate si sono rivelate insufficienti. È arrivato il momento che Ferro prenda atto di questa inadeguatezza e si faccia da parte», affermano.
Secondo i sindacati, i dati diffusi da Agenas confermano un peggioramento della situazione nel primo semestre dell'anno, rendendo ormai difficile attribuire le criticità esclusivamente al cambio del sistema informatico del Cup. Per Cgil, Cisl e Uil le difficoltà della sanità pubblica trentina sono invece il risultato di problemi strutturali, a partire dalla carenza di personale, che richiedono interventi di lungo periodo e non misure temporanee.
Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre le conseguenze dirette sui cittadini. Sempre più persone, sostengono, sono costrette a pagare visite nel settore privato per ottenere prestazioni in tempi accettabili, mentre chi non può sostenere la spesa finisce per rinunciare alle cure. «È questo l'aspetto più grave e preoccupante», osservano.







