Fanzecco e Dettori: oltre ai medici manca la governance22 agosto 2026 alle 00:11E il Nursing Up lancia l’allarme: «Basta proclami, il Brotzu implode»

Dura requisitoria della Cgil sarda sulla condizioni della sanità isolana, che non solo non recupera «una carenza di programmazione ventennale» e l’effetto «dei tagli operati nel tempo», ma sconta «della lentezza dimostrata da questa giunta e dall’assessorato regionale nell’adottare le opportune misure, emergenziali e di programmazione».

Il nodo Ares

L’atto di accusa è duro ma non imprevedibile: la segretaria regionale Simona Fanzecco il 30 luglio, a 48 ore dalla sua elezione, in linea con il suo predecessore Fausto Durante aveva espresso assoluta insoddisfazione per la gestuione della macchina della salute, ricordando fra l’altro: «La presidente Todde ricopre il ruolo di assessora ad interim, ma credo che dovrebbe affidare la sanità a un assessore che ripensi l’organizzazione del servizio su tutto il territorio regionale». Ieri – a doppia firma con il segretario della Funzione Pubblica Cgil Paolo Dettori – un richiamo duro e più articolato. La Cgil sarda sottolinea: «Da tempo denunciamo le forti carenze di personale, dai medici fino al personale amministrativo, a ciò si aggiunge un problema di governance, ovvero l’assenza di una regia regionale, indirizzi chiari e condivisi, anche tra direzione generale dell’assessorato e attività delle singole aziende. E inoltre c’è un nodo critico legato alle competenze attribuite ad Ares, che sottraggono autonomia alle singole aziende e causano enormi rallentamenti nei processi assunzionali e di stipula dei contratti di diritto privato con i soggetti che svolgono funzioni pubbliche».