Il Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di sospensione e di differimento della pena per il gioielliere Mario Roggero. L’istanza era stata avanzata dai suoi avvocati.
Mario Roggero (foto da Facebook)
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Mario Roggero resta in carcere. L'Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di sospensione e di differimento della pena al gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato in via definitiva a 14 anni e 8 mesi per aver ucciso due dei tre rapinatori che fuggivano dopo l'assalto alla sua attività commerciale. L'istanza era stata avanzata dall'avvocato del negoziante, Stefano Marcolini, in attesa della decisione sulla domanda di grazia avanzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone.
La giudice di sorveglianza Elena Massucco ha motivato la decisione in quanto il beneficio richiesto sarebbe previsto per situazioni diverse da quella in esame, essendo destinato ai casi in cui l'esecuzione della condanna non sia ancora iniziata e, in genere, riguardi pene di durata contenuta. Nel caso di Roggero, invece, la detenzione era già iniziata dopo l'ingresso nel carcere di Bollate. Il gioielliere, infatti, si è costituito nell'istituto di pena venerdì pomeriggio. Il provvedimento della magistratura precisa, inoltre, che non sono emersi elementi di particolare urgenza o necessità tali da giustificare un intervento immediato e che le valutazioni sull'eventuale differimento dovranno essere rimesse al Tribunale di sorveglianza. La stessa istanza era stata presentata anche al tribunale di sorveglianza di Milano. Quest'ultimo si è dichiarato incompetente e ha rinviato gli atti a Torino, e alla Corte di Cassazione, chiamata in causa per risolvere un possibile conflitto di competenze. La figlia: "Speriamo nella grazia o nei domiciliari" La notizia è stata accolta dallo sconforto dei familiari. La figlia di Roggero, Laura, ha commentato amaramente: "È una questione che stanno seguendo i nostri legali. Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia, anche tenuto conto della sua età".










