Mercato (economia), politica e cultura sono le direttrici che occupano lo scenario di questo nostro tempo che è un intreccio di valori, di codici, di realtà storiche che segnano un processo che non è solo temporale ma piuttosto epocale. Viviamo una temperie in cui si mostra sempre più visibile la separazione tra società ed economia. Cè una nuova ideologia che avanza. E non si tratta di una ideologia che ha connotati ben precisi. È l’ideologia del mercato. Non si tratta solo dell’affermazione di una politica eurocentrica ma una economia della politica mondializzata che non ragiona su tesi politico umanistico ma su teoremi di occupazione monetaria. E non si tratta solo di turboeconomia ma di una completa sovrapposizione delleconomia sulla politica di quei processi culturali tradizionali.
I fatti politici ci avvicinano sempre più ad una riflessione che tocca aspetti etici e morali. Una politica senza valori è una politica senza alcuna prospettiva. E i valori non solo sono elementi spirituali e culturali ma formano modelli sui quali si basa una coscienza comunitaria. Il Novecento è stato un secolo che ha ereditato valori ma che ha proiettato modelli comportamentali e stili. La politica e la cultura di un popolo si sono incontrati sul senso di radicamento e sul bisogno costante di futuro. Corrono il rischio di separarsi proprio quando viene meno il collante tra identità, comunità e realtà. Scriveva Giorgio Bocca: "La nuova ideologia, finché dura, finché è di moda, non è uno scherzo: ha persuaso le masse di chi lavora a chinare la testa e ad accettare le scelte del grande automa. Tutti buoni e zitti davanti alla televisione a guardare l’ignobile sabba della cialtroneria nazionale».







