Buongiorno da Parigi,

«Il cervello dei nostri bambini e dei nostri adolescenti non è in vendita, né alle piattaforme americane né agli algoritmi cinesi». Emmanuel Macron aveva annunciato così, in un video diffuso proprio sui social network, la decisione di ricorrere alla procedura accelerata per far approvare la legge che vieta l’accesso alle piattaforme ai minori di 15 anni. Il presidente l’aveva presentata come una delle riforme più importanti del suo secondo mandato all’Eliseo e, più in generale, come una «questione di civiltà». La Francia è il primo paese europeo a introdurre un divieto così netto. La riforma segue l’esempio dell’Australia, dove una norma analoga è entrata in vigore nel dicembre scorso, ed è osservata con attenzione da altri paesi, tra cui l’Italia, interessati ad adottare misure simili.

Dal primo settembre la verifica obbligatoria dell’età

L’obiettivo del governo è rendere il divieto operativo dal primo settembre per tutti i nuovi profili, con un meccanismo obbligatorio di verifica dell’età durante la registrazione. Per gli account già esistenti è previsto un periodo transitorio di quattro mesi, durante il quale dovranno essere sottoposti al controllo. «Durante questo periodo andremo a chiudere i conti già attivi degli under 15», aveva spiegato Macron, che vuole costruire anche a livello internazionale una «coalizione di Volenterosi per proteggere i nostri bambini e adolescenti».