La Francia segna una svolta storica approvando in via definitiva una legge che proibisce l’accesso ai social network ai minori di 15 anni.

Con 279 voti favorevoli all’Assemblée nationale e 243 al Senato, Parigi diventa il primo Paese dell’Unione Europea a introdurre un divieto generale di tale ampiezza, consacrando il principio della cosiddetta “maggiorità digitale”.

Il cuore della riforma è il cambio di paradigma: l’onere del controllo non grava più sulle famiglie, ma viene trasferito integralmente alle piattaforme. Finora, l’ingresso dei più giovani si reggeva su fragili autocertificazioni o consensi parentali facilmente eludibili. Ora, i colossi tecnologici dovranno adottare sistemi di verifica dell’età credibili e insieme rispettosi della riservatezza degli utenti.

Il calendario è serrato. Dal 1° settembre 2026, l’apertura di ogni nuovo account sarà subordinata a un controllo d’età. Dal 1° gennaio 2027, l’obbligo si estenderà ai profili già attivi: le aziende avranno quattro mesi per passare al setaccio le iscrizioni, verificare l’età degli utenti e “ripulendo” i database dai minori.

Sono previste eccezioni: enciclopedie online, piattaforme educative e servizi di mera messaggistica interpersonale restano esentati. Per le app ibride, come WhatsApp o YouTube, la verifica riguarderà esclusivamente le funzioni social, quali la creazione di canali, i commenti e la condivisione pubblica.