Il mondo dell’arte attraversa una crisi silenziosa ma profonda: le gallerie riducono gli spazi, licenziano, chiudono. A soffrire di più sono le realtà di medie dimensioni, quelle che rappresentano tra i 15 e i 40 artisti. Negli ultimi anni ne sono sparite a decine.
Il quadro è stato tracciato chiaramente sul New York Times da Marc Spiegler, ex direttore di Art Basel: il mercato non è cresciuto quanto il "mondo dell’arte". Sebbene l'influenza della cultura contemporanea sulla massa sia aumentata, il volume delle vendite è rimasto al palo. I costi delle opere volano, ma manca una nuova classe di collezionisti disposta a sostenerli.
In questo scenario di stasi si innesta un’esperienza controtendenza: IONOI gallery.
Il neonato spazio milanese ha debuttato all’insegna dell’accessibilità, con l’obiettivo di proporre un’arte finalmente affordable. Quello che un tempo era lo showroom del designer Fabio Novembre (in via Perugino 24) – da lui interamente progettato – ha mutato pelle. Sotto la direzione di Alessia Rosato, lo spazio sperimenta una nuova vocazione. “L'idea è scardinare i soliti schemi. Vorrei dare vita a una comunità temporanea, mossa da una passione tanto definita quanto inclusiva per accogliere chi è sempre rimasto ai margini del collezionismo a causa di barriere economiche, non certo culturali”, spiega Rosato.







