Il ministro dell’Economia non scioglie il nodo sul prestito europeo: «Ha vantaggi, ma anche burocrazia. Possiamo finanziarci con i Btp». Le Camere potrebbero affrontare il tema già nella prima settimana di agosto

Tre interrogazioni per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sullo stesso tema: dove troverà il governo le risorse per aumentare la spesa militare? Il titolare del Mef, rispondendo durante il question time alla Camera, si scherma: «Non è il governo che può decidere in autonomia e senza passare dal Parlamento». La scelta di aumentare le spese per la difesa e l’energia, spiega, richiede infatti «uno scostamento di bilancio» da approvare «con una maggioranza qualificata e quindi con numeri importanti».

Resta poi da decidere come reperire le risorse: ricorrendo ai prestiti europei del programma Safe oppure continuando a finanziarsi sui mercati con i Btp. Anche su questo Giorgetti prende tempo: «Lo valuteremo assieme». Assicura però che il governo «non intende in alcun modo ridurre le spese per l’educazione o la sanità per finanziare la difesa».

Incalzano il ministro in sequenza Nicola Fratoianni di Avs, Benedetto Della Vedova di Più Europa e il Movimento 5 Stelle. «Qualora il Parlamento concedesse la possibilità di aumentare le spese per la sicurezza e la difesa, dovrà deliberare uno scostamento di bilancio chiaro», ribadisce Giorgetti. Una risposta che scatena le opposizioni. «Ponzio Pilato le avrebbe fatto un baffo», replica la deputata del M5s Daniela Torto, accusandolo di «lavarsi le mani e scaricare le decisioni sul Parlamento».