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Roma, 22 luglio 2026 – I dati presentati nella nuova edizione dell'EY Attractiveness Survey Italy scattano una fotografia nitida sull'andamento degli Investimenti Diretti Esteri (IDE) nel nostro Paese nel corso del 2025. In un panorama internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, conflitti persistenti e un generale rallentamento della crescita economica globale, l’Europa ha registrato una riduzione complessiva del 7% nel numero di progetti attratti. In questo scenario complesso, l’Italia ha saputo difendere la propria posizione in modo significativamente migliore rispetto ai principali competitor del continente. In calo i progetti di investimento estero Con 206 progetti di investimento estero annunciati nel 2025, il mercato italiano ha segnato una flessione contenuta dell’8% rispetto al 2024. Il confronto con le altre grandi economie europee evidenzia la solidità della risposta italiana: nello stesso arco temporale, la Francia ha registrato un crollo del 17%, il Regno Unito del 14% e la Germania una contrazione del 10%. Nonostante la riduzione generalizzata, questi tre colossi continuano a concentrare il 42% complessivo degli investimenti europei (seppur in calo rispetto al 46% dell'anno precedente e al 51% del 2023). L’Italia, dal canto suo, mantiene per il secondo anno consecutivo la settima posizione assoluta in Europa per numero di progetti e conferma una quota di mercato pari al 4,1%. Si tratta di un valore strategico che risulta più che raddoppiato rispetto al periodo pre-Covid, testimoniando la transizione del Paese da una fase di attrattività occasionale a un posizionamento strutturale e duraturo all'interno delle catene del valore continentali. La mappa degli investitori: la forza degli Usa e la spinta extra-Ue Analizzando la provenienza dei capitali che scelgono l'Italia, gli Stati Uniti si confermano saldamente al primo posto, rappresentando il 18% del totale degli investimenti e registrando un incremento del 2% rispetto al 2024, anche in una fase di spiccata cautela globale. Tra i Paesi europei, la Germania rimane il principale partner strategico con una quota stabile del 14%, seguita da Regno Unito (11%), Francia (11%) e Svizzera (7%). A fronte di una lieve contrazione complessiva dei flussi provenienti dai Paesi dell'Unione Europea, la rilevazione mostra un dinamismo crescente da parte degli investitori extra-Ue. Particolarmente emblematico è il caso del Giappone, che ha quasi raddoppiato le proprie iniziative sul territorio nazionale passando da 6 a 11 progetti, accompagnato dai segnali di interesse positivo che giungono dalla Cina e dai Paesi dell'area araba. Questa capacità di intercettare capitali da geografie diversificate rappresenta un elemento di grande resilienza per il tessuto economico nazionale. Settori trainanti: il riscatto manifatturiero e la svolta dei data center Sotto il profilo della destinazione settoriale, il comparto dei prodotti industriali e della mobilità compie un balzo in avanti e diventa il primo settore in Italia per numero di iniziative, passando dalle 43 dell'anno precedente alle 58 del 2025. Questo risultato rispecchia pienamente la forza storica della manifattura italiana e si inserisce nella riorganizzazione in atto delle catene di fornitura su scala europea. Il dato di maggiore discontinuità riguarda tuttavia il settore delle infrastrutture digitali. Spinti dall'esplosione dell'intelligenza artificiale generativa e dalla conseguente necessità di enorme capacità computazionale, i progetti relativi ai data center sono passati da appena 2 nel 2024 a ben 8 nel 2025. Il nostro Paese si sta ritagliando uno spazio di prim'ordine come mercato secondario ad altissimo potenziale rispetto agli hub europei tradizionali. Per cogliere appieno questa opportunità, tuttavia, le istituzioni saranno chiamate ad affrontare nodi cruciali come la stabilità della rete energetica, la sostenibilità e la velocità dei processi autorizzativi. La geografia degli investimenti: il Nord-Ovest guida, cresce il Centro-Est Dal punto di vista della distribuzione sul territorio nazionale, l'EY Attractiveness Survey evidenzia un progressivo e cauto riequilibrio geografico, pur confermando il primato del Settentrione: Nord-Ovest: Si conferma l'area di maggiore attrazione intercettando il 59% degli IDE totali. La Lombardia rimane il polo trainante con il 44% dei progetti nazionali, pur registrando una contrazione del 22%. Nord-Est: Raggiunge il 18% del totale (in salita dal 14% del 2024), grazie soprattutto all'impulso e alla crescita dei progetti in Friuli-Venezia Giulia e Veneto. Centro Italia: Mantiene un trend positivo e si rafforza, arrivando a raccogliere il 13% degli investimenti complessivi. Sud e Isole: Registrano una leggera flessione, attestandosi al 10% del totale nazionale. Prospettive e sentiment: l'Italia scala la classifica di attrattività La survey condotta su un panel di circa 200 executive internazionali rivela una percezione molto positiva del futuro dell'economia italiana. L'Italia sale infatti al nono posto nella classifica europea generale di attrattività, guadagnando ben tre posizioni rispetto alla dodicesima occupata nella rilevazione del 2024. Il 56% degli intervistati prevede un ulteriore miglioramento dell'attrattività del Paese nei prossimi tre anni. Una percentuale rilevante, pari al 48%, dichiara inoltre la ferma intenzione di stabilire o espandere la propria presenza operativa in Italia nel corso del prossimo anno. A sostenere la fiducia degli investitori sono soprattutto fattori come la sicurezza, la qualità della vita, il valore e le competenze della forza lavoro, la dotazione infrastrutturale e un quadro fiscale competitivo. Al contrario, per trasformare l'interesse in cantieri effettivi, resta indispensabile intervenire su storici punti di debolezza come la burocrazia complessa, la frammentazione normativa e il limitato supporto pubblico ai settori ad alto valore strategico.