CASTELFRANCO (TREVISO) - Si prospetta un processo lungo oltre un anno con più di un centinaio di testimoni ammessi (anche se diversi si sovrappongono). Si è aperto ieri, di fronte alla Corte d'Assise del tribunale di Treviso presieduta dal giudice Alberto Fraccalvieri, il processo per l'omicidio di Lorenzo Cristea, il 20enne di Trebaseleghe ucciso a coltellate in via Pagnana a Castelfranco, a due passi dalla discoteca Playa Beach Club, la notte del 4 maggio dell'anno scorso. Al banco degli imputati, con l'accusa di concorso in omicidio volontario, ci sono Badr Rouaji (19enne montebellunese difeso dall'avvocato Fabio Crea, attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico) e Taha Bennani, 22enne marocchino di Montebelluna (assistito dagli avvocati Fabio Targa e Paola Miotti) che si trova in custodia cautelare in carcere. Entrambi gli imputati verranno ascoltati nel corso del processo e renderanno la propria versione dei fatti davanti ai due giudici togati e ai sei popolari.

Lorenzo Cristea ucciso fuori dalla discoteca, in aula anche un regista per analizzare il video della rissa in via Pagnana L'UDIENZA Ieri si è svolta l'udienza filtro del procedimento che, nei prossimi mesi, entrerà nel vivo del dibattimento. Gli avvocati hanno presentato le loro liste testi: tra quelli del pubblico ministero Giulio Caprarola, quelli dei legali di parte civile e quelli delle difese, si arriva a oltre un centinaio di testimoni ammessi a processo. Solo un'ottantina sono della difesa di Rouaji, altri cinquanta di quella di Bennani. Tanti, comunque si sovrappongono. Ma lo scenario è quello di un processo che andrà avanti almeno fino alla primavera del prossimo anno. Tra le richieste avanzate dalle difese, c'è stata in particolare quella degli avvocati Targa e Miotti, che hanno chiesto di poter avere a disposizione il coltello a serramanico usato per colpire Cristea, repertato e successivamente analizzato dai Ris di Parma. In modo tale da valutare se effettuare, eventualmente, una perizia di parte sulla lama. Parte della rissa in via Pagnana era stata ripresa, quella fatidica notte, da un automobilista di passaggio. In un frame del filmato si vede Rouaji con il braccio teso in direzione della vittima.Attraverso la consulenza sulla lama, la difesa di Bennani vorrebbe dimostrare che non necessariamente il coltello avrebbe dovuto riflettere la luce in modo tale da produrre un bagliore visibile nel video. E che quindi non si possa escludere che Badr in quel momento stesse impugnano proprio l'arma con cui venne colpito Cristea. Versione respinta dalla difesa di Rouaji che aveva sempre sostenuto che quella posizione potesse al massimo essere compatibile con l'atto di sferrare un pugno.Lorenzo Cristea, negati i domiciliari a Taha Bennani: il 22enne resta in carcere per concorso in omicidio LE ACCUSE Ai due principali imputati, Badr e Taha, il sostituto procuratore Caprarola contesta anche il tentato omicidio di Alessandro Bortolami (22enne residente a Zero Branco difeso dall'avvocato Luca Dorella) e lesioni ad Alessandro Pepe (20enne di Castelfranco difeso dall'avvocato Luciano Gazzola) ed Emanuele Biliato (19enne di San Donà di Piave difeso dall'avvocato Pierantonio Menapace) Tutti amici della vittima rimasti feriti nella rissa. Proprio Bortolami, Biliato e Pepe, si sono costituti parte civile a processo. Insieme ovviamente anche alla famiglia della vittima (ad assistere i familiari di Cristea sono gli avvocati Giorgia Serafini, Catalina Ciobanu e Alberto Zannier).Sempre Bortolami e Biliato sono stati rinviati a giudizio per l'ipotesi di reato di rissa aggravata. Accusa che il pm Caprarola contestava anche ad altri tre amici della vittima presenti quella sera in via Pagnana, che si sono però sfilati dal procedimento in udienza preliminare patteggiando una pena di nove mesi con sospensione condizionale. Si torna il aula il 22 luglio: verranno sentiti i primi testi del pm, tra cui agenti di polizia giudiziaria e privati cittadini presenti quella sera.