CASTELFRANCO - «Forte sconforto e perplessità per la decisione del Gip di Treviso di scarcerare Badr Rouaji». Con l'udienza preliminare di domani si aprirà al tribunale di Treviso il processo per l'omicidio di Lorenzo Cristea, il 20enne di Trebaseleghe ucciso a coltellate in via Pagnana a Castelfranco Veneto, a due passi dalla discoteca Playa Beach Club, la notte del 4 maggio scorso.

Ma nel frattempo interviene, attraverso i legali di parte, la famiglia della vittima che lamenta la scarcerazione di Badr Rouaji, 19enne montebellunese difeso dall'avvocato Fabio Crea e accusato di concorso morale in omicidio volontario assieme a Taha Bennani, 22enne marocchino di Montebelluna difeso dagli avvocati Fabio Targa e Paola Miotti.

La famiglia Cristea, assistita dagli avvocati Giorgia Serafini, Catalina Ciobanu e Alberto Zannier, esprime «forte sconforto e perplessità per la decisione del Gip di Treviso che, con eccessiva leggerezza, ha ritenuto di concedere al coimputato, nell'ambito di un procedimento di estrema gravità e caratterizzato da fatti di rilevante allarme sociale, una misura alternativa alla custodia cautelare in carcere, disponendone gli arresti domiciliari presso la propria abitazione, congiuntamente alla famiglia».