CASTELFRANCO (TREVISO) - «Incensurato e privo di segnalazioni di polizia». E ancora: «Si è trovato ad affrontare per la prima volta l'esperienza di carcerazione per oltre dieci mesi (...) mantenendo un contegno adeguato». Pur apparendo «l'azione posta in essere sintomatica di personalità proclive alla plateale violazione delle più basilari regole di convivenza civile, nonché di incapacità di contenimento degli istinti e degli stimoli violenti», Badr Rouaji, il 19enne montebellunese, difeso dall'avvocato Fabio Crea, accusato di concorso morale in omicidio volontario per la morte di Lorenzo Cristea assieme a Taha Bennani, 22enne marocchino di Montebelluna difeso dagli avvocati Fabio Targa e Paola Miotti, è stato posto agli arresti domiciliari.

Il gip Piera De Stefani, infatti, ha accolto il ricorso dell'avvocato Crea disponendo per il giovane, oltre al braccialetto elettronico, anche il divieto assoluto di utilizzo dei social e di qualsiasi altro mezzo di comunicazione. Non solo: potrà parlare, anche per interposta persona, soltanto con i familiari conviventi non avendo alcun contatto con l'esterno. Ogni singola violazione delle disposizioni del giudice farà scattare l'immediato ritorno nel carcere di Santa Bona.