Pavia. Non solo le aziende hanno aumentato l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale per ottimizzare il lavoro. Anche le strutture sanitarie stanno innovando i loro processi, introducendo in laboratorio sistemi AI per anticipare le diagnosi, personalizzare le terapie, ma anche interpretare grandi quantità di dati e rendere più sicure ed efficienti le cure. Questo è il caso dell’Irccs San Matteo di Pavia. Sono due, in particolare, gli ambiti in cui si articola la sinergia tra ricerca, cura e innovazione tecnologica: la medicina di precisione e la medicina predittiva. A cui si aggiunge uno studio sull’analisi dei pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco extraospedaliero. I progetti Partiamo dai progetti riguardanti la medicina di precisione, vale a dire una cura “cucita” sulle caratteristiche genetiche dei pazienti e del loro specifico problema. Sono cinque: l’analisi radiomica ad alta risoluzione del tessutopolmonare; l’individuazione delle lesioni precancerose della cervice uterina; la diagnosi precoce dell’ipertensione arteriosa polmonare; la valutazione del dolore nei neonati prematuri; l’analisi tridimensionale dei vasi cerebrali per contribuire alla valutazione del rischio emorragico. I progetti di medicina predittiva, come spiega il direttore scientifico Vittorio Bellotti, «puntano invece a riconoscere anticipatamente segnali di rischio e possibili evoluzioni della patologia». Sono sei quelli in corso: l’identificazione delle predisposizioni alle neoplasie mieloidi; la diagnosi differenziale tra patologie rare e complesse; la previsione delle infezioni del sito chirurgico; lo screening della fibrillazione atriale nella rete tra ospedale e territorio; la valutazione diagnostica e prognostica dell’elettrocardiogramma dopo un arresto cardiaco; la diagnosi precoce dell’aspergillosi polmonare invasiva nei pazienti ematologici e immunodepressi. «L’intelligenza artificiale – continua Bellotti – consente di integrare dati clinici, radiologici, biologici e genetici che, per quantità e complessità, non potrebbero essere analizzati con la stessa efficacia attraverso i soli strumenti tradizionali». Governare il processo L’introduzione di sistemi AI, spiegano dal San Matteo, non può però limitarsi all’adozione di tecnologie innovative: richiede capacità di gestione e valutazione. «L’intelligenza artificiale – dice il direttore generale, Vincenzo Petronella – corre velocemente, ma il compito della governance è darle una direzione. Dobbiamo scegliere e mettere al servizio dell’ospedale gli strumenti capaci di migliorare concretamente la ricerca, la cura, la sicurezza e la qualità del lavoro». E aggiunge: «L’AI non riguarda solo la medicina: comprende anche i processi gestionali, tecnici e amministrativi. Una prossima applicazione interesserà il servizio di sterilizzazione, essenziale per la corretta preparazione e tracciabilità dello strumentario chirurgico e per la riduzione dei rischi nelle sale operatorie».
San Matteo, dove si cura innovando con l’intelligenza artificiale: «Aiuta ad anticipare le diagnosi»
Il Policlinico sviluppa progetti di medicina predittiva








