Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSignori, non raccontiamoci favole: le aziende per crescere hanno bisogno di innovazione e manodopera qualificata da creare e mantenere sul territorio e, se non c’è bisogna rivolgersi agli immigrati. Parola di Ulrich Zuenelli, presidente del gruppo dolciario Loacker di Bolzano, che parla con Il Nordest per commentare i dati 2025 di Bankitalia dedicati al Trentino Alto Adige. Ed è un fatto: il tasso di disoccupazione è ai minimi, con l’1,8% in Alto Adige e il 2,2% in Trentino, ma non si trova manodopera e l’export ha registrato l’anno scorso una frenata: -0,4% in Alto Adige e – 4,3% in Trentino. Che fare?

Carenza di lavoratori ed export in Trentino Alto Adige

Zuenelli non fa sconti a nessuno: certo, ci sono i rincari dell’energia e con essa ci sono anche i problemi strutturali che inficiano la competitività internazionale, in particolare gli alti costi del lavoro e la mancanza di manodopera. Serve dunque: «Un’immigrazione mirata e l’integrazione di lavoratori qualificati. In questo contesto qui in Alto Adige bisogna focalizzarsi sulla carenza di alloggi». E l’export? Serve la capacità di: «Offrire prodotti ad alto valore aggiunto, innovativi e fortemente distintivi. Chi riesce a competere sulla qualità e sulla specializzazione è generalmente meno esposto alle oscillazioni congiunturali». In particolare, occorre puntare su una diversificazione geografica abbinata a investimenti di penetrazione focalizzati su mercati chiave, innovazione di prodotto e incremento della produttività.