ARBA (PORDENONE) - Sono cominciati gli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici sequestrati a casa di Pietro Gugliotta, l'ex bandito della Uno bianca ed ex poliziotto morto a 65 anni in seguito a quello che gli inquirenti riconducono a un gesto volontario. La Procura di Bologna ha però disposto ulteriori indagini sul decesso a fronte di un esposto presentato dai parenti delle vittime della banda.

Le verifiche Gli accertamenti sono condotti a Bologna dal Ros dei carabinieri e analizzeranno un computer, un cellulare, alcune pen drive, un hard disk: tutti dispositivi sequestrati il 12 maggio durante la perquisizione nella casa dove viveva Gugliotta a Colle d'Arba, in provincia di Pordenone. Lì il 65enne è stato trovato morto lo scorso inverno. L'obiettivo è realizzare delle copie forensi delle memorie dei dispositivi, nonché accedere agli account di posta elettronica e alla cronologia delle ricerche online per capire con chi avesse contatti e cosa cercasse sul web. Alle operazioni, nella caserma di viale Panzacchi, hanno partecipato anche gli avvocati Luca Moser e Chiara Scocchi in rappresentanza dei familiari delle vittime: dal loro esposto è partita la nuova indagine, per omicidio contro ignoti, per cercare complici dei condannati in via definitiva per i delitti del gruppo criminale guidato dai fratelli Savi. I legali hanno nominato come consulente di parte Lorenzo Benedetti.Il decesso Gugliotta, 65enne ex poliziotto che era entrato a far parte della banda omicida come gregario, era stato arrestato il 26 novembre 1994, condannato in due diversi processi a 28 anni di carcere per poi vedersi la pena ridotta a 18 anni. Condannato per aver partecipato a rapine ed azioni criminose, non lo era invece stato per gli omicidi. Era tornato in libertà nel 2008, dopo 14 anni di detenzione, beneficiando dell'indulto e della legge Gozzini. Aveva iniziato il percorso di reinserimento sociale lavorando in una cooperativa e, con la seconda moglie, da alcuni anni si era trasferito ad Arba, in località Colle. Quando in casa fu trovato il cadavere i carabinieri, proprio alla luce del passato criminale di Gugliotta, hanno condotto una serie di indagini per appurare la causa del decesso, poi ricondotta a un gesto volontario. A fronte di ciò era arrivato il nulla osta per la rimozione del corpo, la celebrazione del funerale e la successiva cremazione.Le indagini Nel frattempo la Procura di Bologna ha aperto una nuova inchiesta sulla banda della Uno bianca, che tra il 1987 e il 1994 in Emilia Romagna e nelle Marche fu responsabile di oltre cento episodi criminali (fra cui omicidi, ferimenti e rapine) che portarono all'uccisione di 24 persone. In tale ambito era in programma una nuova audizione anche del Gugliotta, che però non aveva ancora ricevuto convocazioni ufficiali. Allo stesso modo saranno sentiti i complici, a partire dai fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi.