È al momento solo una bozza, eppure il nuovo regolamento comunale che disciplinerà in un unico testo il servizio taxi e noleggio con conducente (Ncc) sta già scatenando le prime reazioni. Il documento è stato presentato lunedì mattina dal direttore del settore Annona, Ecologia e Attività produttive della Polizia locale di Bari, Michele Cassano, ai componenti della seconda commissione consiliare. La bozza supera l’attuale disciplina, fondata su due diversi regolamenti: quello relativo agli Ncc del 1968 e quello dedicato al servizio taxi, approvato nel 2017. «Quando arriverà nelle forme e nei modi dovuti potrò parlarne, ma io avevo chiesto di sentire l’assessore Petruzzelli» ha affermato Giuseppe Carrieri, consigliere comunale di Futuro Nazionale, ribadendo che «a Bari non ci sono i taxi. La gente non li trova e i turisti rimangono a piedi. Quindi volevo sapere da Petruzzelli cosa diamo a chi arriva in aeroporto, il regolamento? Qual è la soluzione per l’estate 2026?».

Carrieri fa poi riferimento alle 30 licenze taxi aggiuntive introdotte dal Comune, che «non hanno risolto i problemi». Soprattutto considerando che «Bari ha 180 taxi, mentre Bologna 530. E sono città della stessa dimensione». La prenotazione di taxi e Ncc attraverso un’unica app, inoltre, è già possibile in diverse città italiane ed estere, ma a Bari questa cosa non si fa «perché i tassisti ritengono che Uber sia un concorrente cattivo» spiega Carrieri. Nel capoluogo pugliese, ribadisce ancora il consigliere, ci sarebbe un «problema enorme» non risolvibile con un regolamento che diventerebbe effettivo «forse nel 2028».