L'Italia non ha bisogno, almeno per ora, di sfruttare la maggiore flessibilità concessa dall'Unione europea per fare nuovo debito. Carlo Cottarelli invita alla prudenza: il deficit va aumentato soltanto quando serve a evitare una recessione, mentre gli attuali indicatori economici, pur con tutte le cautele, non giustificano una manovra espansiva. Nell'intervista all'Adnkronos, l'economista affronta anche il nodo dei salari, indicando in bassa produttività e inflazione le cause della perdita di potere d'acquisto degli italiani, boccia le promesse elettorali prive di coperture finanziarie e sostiene la necessità di un consolidamento delle grandi banche, senza però sacrificare il ruolo degli istituti di territorio.

Professore, l’Unione Europea apre alla flessibilità sull’energia. Naturalmente non è un assegno in bianco, questa flessibilità può essere utilizzata per gli investimenti. E' una opportunità?

"E' un'opportunità di fare debito. Ora, la domanda è, nell'attuale fase economica c'era la necessità di fare più debito per sostenere l'economia? Io non ne sono sicuro".

In che senso?

"Per il momento non vedo la necessità di usare questa flessibilità che ci è stata gentilmente concessa di fare più debito. Se poi più avanti si vedrà che l'economia si indebolisce particolarmente e c'è il rischio che finiamo in recessione, allora benvenga maggiore deficit, maggiore debito. Ma maggiore deficit, maggiore debito si fanno quando c'è bisogno di sostenere un'economia per evitare che vada in recessione. Io questa cosa ancora non la vedo".