Il mercato globale del gas naturale liquefatto (Gnl) è stato travolto da una drammatica volatilità dei prezzi, alimentata da un groviglio di conflitti geopolitici, shock pandemici ed eventi climatici estremi. Lo segnala in un nuovo studio l’Institute for energy economics and financial analysis (Ieefa), sottolineando tra l’altro che la recente escalation nel Golfo Persico, con l’interruzione delle esportazioni del Qatar dovuta ad attacchi e al blocco dello Stretto di Hormuz, ha fatto schizzare i prezzi asiatici oltre i 19 dollari per MMBtu (milione di British Thermal Unit, l’unità di misura dell’energia utilizzata principalmente nel mercato internazionale del gas naturale). Questo scenario, evidenziano gli esperti, ha gettato i Paesi fortemente dipendenti dall’import del gas e soprattutto quelli emergenti in una grave crisi fiscale ed energetica: governi e imprese si sono ritrovati impantanati in aste internazionali al rialzo per accaparrarsi forniture scarse, subendo un aumento dell’inflazione, un deprezzamento valutario e tagli alla crescita economica. In questa fase di caos, l’industria del Gnl e i trader finanziari hanno ottenuto enormi profitti, sfruttando i picchi di prezzo e le discrepanze regionali. Bene per loro, ma male per molti altri. Anzi, alla lunga il Gnl rappresenta un'arma a doppio taglio, pericolosa anche per loro.
Un’arma a doppio taglio chiamata Gnl: perché i maxi-profitti di oggi rischiano di travolgere l’industria energetica
Il mercato globale del gas naturale liquefatto (Gnl) è stato travolto da una drammatica volatilità dei prezzi, alimentata da un groviglio di conflitti geopolitici, shock pandemici ed eventi climatici estremi. Lo segnala in un nuovo studio l’Institute for






