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Paolo Centofanti

TIM ha annunciato un nuovo servizio destinato a far discutere perché apparentemente in contrapposizione con la normativa europea sulla neutralità di rete: chi paga di più può avere priorità sul traffico degli altri nei momenti di congestione della rete

TIM ha presentato oggi dei nuovi servizi che non potranno non generare un dibattito tra gli addetti ai lavori, perché, per come sono presentati, sembrano sollevare importanti interrogativi sul rispetto del principio della neutralità di rete previsto dalla normativa europea. TIM ha annunciato infatti la disponibilità di “Priority”, un servizio aggiuntivo disponibile da oggi sulle connessioni in fibra come WiFi Priority e che da ottobre sarà disponibile anche su rete 5G.Come spiega TIM in un suo comunicato, WiFi Priority "offre priorità del traffico dati in download, tempi di risposta più rapidi e una maggiore regolarità del flusso, con vantaggi soprattutto quando più persone e dispositivi utilizzano contemporaneamente la rete”. Si tratta di un servizio che ha un costo di attivazione di 10 euro, e un canone di 5 euro al mese. TIM spiega che "la rete riconosce il cliente Priority e gli riserva una gestione prioritaria del traffico per assicurare una qualità più elevata e costante nei momenti e per le applicazioni in cui la prestazione fa la differenza. Una corsia preferenziale digitale che si aggiunge alla qualità del servizio di base”. E qui nascono i problemi, perché descritto in questo modo, il sevizio si scontra contro il principio di neutralità della rete, secondo cui il traffico Internet non può essere discriminato sulla base di criteri commerciali, assegnando priorità ad applicazioni, servizi o utenti specifici, salvo le eccezioni previste dalla normativa. Il servizio di TIM infatti non è relativo ad un'offerta di una connessione ad una velocità più alta (ad esempio fibra a 10 Gbit/s contro una a 1 Gbit/s), ma all’assegnazione di una priorità diversa al proprio traffico. La differenza è sostanziale: nel primo caso l'utente acquista una maggiore capacità di banda della propria linea; nel secondo viene modificato il modo in cui le risorse condivise vengono distribuite quando la capacità disponibile non è sufficiente per tutti. Significa potenzialmente modificare il modo con cui vengono allocate risorse limitate, con il rischio che altri utenti ricevano prestazioni inferiori nei momenti di congestione.Abbiamo contattato TIM, che ha risposto alle nostre perplessità con questa dichiarazione: “questo modello non va contro la neutralità della rete. WiFi Priority agisce sulla gestione delle risorse di rete e sulla stabilità della connessione, non sul tipo di traffico o sui contenuti che l’utente utilizza. Non cambiano contenuti, accesso o libertà d’uso. Tutti i contenuti e i servizi online restano accessibili allo stesso modo per la generalità della clientela, cambia il livello di continuità delle prestazioni per chi attiva il servizio, nel rispetto della normativa vigente (Regolamento UE 2015/2120 e le linee guida Berec Bor (22) 81)”.L'articolo 3 del Regolamento (UE) 2015/2120 stabilisce però che i fornitori di accesso a Internet devono trattare tutto il traffico allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze, a prescindere dall'utente, dal contenuto o dalla destinazione.