Estate torrida anche sul fronte delle truffe online dei ricambi usati. Chi architetta questi raggiri utilizza tecniche sempre più sofisticate, come denuncia l’Associazione demolitori autoveicoli (Ada): il trucco consiste nella perfetta clonazione di siti web appartenenti a società regolarmente autorizzate, anch’esse vittime della frode. Il tutto è accompagnato dalla falsificazione delle identità aziendali, con nomi, loghi e marchi riprodotti fedelmente, oltre a una homepage dall’aspetto professionale e convincente. A completare il quadro ci sono profili fasulli sui social network e annunci pubblicati sui marketplace con offerte particolarmente allettanti.
L’automobilista alla ricerca di un componente di seconda mano abbocca, entra nel portale falso convinto di navigare su quello autentico e crede di acquistare un ricambio. A quel punto gli viene richiesto un pagamento tramite carta prepagata oppure un bonifico istantaneo verso un conto intestato a una persona fisica.
Doppio caos
Il passo successivo dei truffatori è indirizzare il cliente presso un ignaro centro di demolizione per il ritiro del pezzo acquistato: a questo punto, il malcapitato scopre la beffa. E magari, in uno stato emotivo particolare, avanza pretese verso l’azienda autorizzata che vede compromessa la propria reputazione, trovandosi a gestire reclami per vendite mai effettuate.






