Aggiungi come fonte il Giornale di Sicilia

«Ho combinato un danno». Giovanni Bruno Madonia, 23 anni, si è presentato a casa di un amico, al sesto piano di un edificio in via Felicia Impastato, dopo avere ucciso Vito Petrigno nel garage del palazzo di Bonagia. È venerdì mattina, ancora non si sa nulla del delitto che ha appena commesso e che, dopo l’arresto, confesserà prima al pm e ai poliziotti e poi al giudice Lorenzo Chiaramonte. Bruno era agitato, sudato e aveva tracce di sangue sulle scarpe, sulla maglietta e su un polpaccio. «Ho fatto un guaio», avrebbe continuato a ripetere prima di raccontare al suo improvvisato e basito ospite ciò che era appena accaduto, ciò che aveva appena «combinato».

Madonia avrebbe spiegato di avere visto la sua vittima, Petrigno, l’uomo di 69 anni massacrato a coltellate, dirigersi verso i garage condominiali e di essere stato assalito da un pensiero improvviso: «Mi è venuto un pallino, l’ho raggiunto e l’ho accoltellato».

L'articolo completo nell'edizione cartacea e in quella digitale

Dal Giornale di Sicilia in edicolaScopri di più nell’edizione digitale