Roma, 22 lug. (askanews) – “L’aggravarsi della situazione della Peste Suina Africana in Toscana dimostra che l’attenzione su questa malattia deve rimanere alta. Al tempo stesso, è importante ribadire che la PSA non è una zoonosi e non rappresenta alcun rischio per l’uomo. Questo, però, non significa abbassare la guardia. La sorveglianza sanitaria resta infatti essenziale, perché molte altre malattie animali possono avere un impatto sulla salute delle persone”. Così Giovanni Filippini, direttore generale della salute animale al ministero della Salute e commissario straordinario alla PSA, in un’intervista rilasciata a One Health, rivista online del Gruppo The Skill, tracciando un bilancio della situazione in Italia e i recenti sviluppi in Toscana, ribadendo il ruolo strategico della Rete IZS.

“La situazione in Toscana – spiega Filippini – richiede un’attenzione particolare. Di fronte a un’espansione così significativa del virus, favorita anche dall’elevata densità di cinghiali presenti sul territorio, è ancora più importante garantire la piena e tempestiva applicazione delle misure già previste dal Piano strategico nazionale e delle ordinanze che ne derivano. Proprio con questo obiettivo la Regione, anche su nostro suggerimento, ha individuato un coordinatore regionale che avrà il compito di fare da raccordo tra la struttura commissariale nazionale e i territori coinvolti, verificando che le misure previste vengano applicate in modo efficace e nel più breve tempo possibile”.