Un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti in Canavese è al centro di un'inchiesta della procura di Ivrea. Sono 24 gli indagati, in gran parte italiani residenti in città e nei Comuni limitrofi. L'attenzione degli inquirenti si è concentrata soprattutto sui flussi di denaro generati dall'attività illecita. Proprio per questo, venerdì scorso, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo di oltre 110 mila euro recuperati nelle abitazioni di quattro degli indagati. Come operava l'organizzazione di spaccio tra Ivrea e il Canavese Secondo gli investigatori, l'organizzazione avrebbe gestito un'attività di spaccio con base a Ivrea e ramificazioni a Fiorano Canavese, Baio Dora e Palazzo Canavese che smerciava, soprattutto, cocaina, hashish e crack. L'indagine, che si trova ancora nella fase preliminare, è partita da una serie di controlli, intercettazioni e sequestri effettuati nella zona dalle forze di polizia nel corso dell'ultimo anno. Sequestrati contanti a quattro indagati: i dettagli dell'operazione Il sequestro di denaro è stato effettuato a carico di un 27enne di Casale Monferrato, trovato in possesso di circa 65 mila euro; a un 25enne di Ivrea (20 mila euro), al fratello 38enne (12 mila euro) e un 30enne di Fiorano (14 mila euro). I soldi erano custoditi in contanti, spesso suddivisi in mazzette avvolte nel cellophane e composte prevalentemente da banconote di piccolo taglio, circostanza che gli inquirenti giudicano compatibile con gli incassi derivanti dallo spaccio al dettaglio.