Vannacci prende le distanze
Primo mese a 1 €
L’inchiesta coordinata dalla Dda di Roma ha portato a venti misure cautelari e al sequestro preventvo di beni per oltre cinque milioni di euro.
Perquisizioni anche nel Perugino nell’ambito dell’inchiesta su un presunto sodalizio criminale, attivo nel traffico di droga. Sono state venti le misure cautelari personali, di cui 17 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, quelle eseguite dai carabinieri di Cassino che, su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Roma, hanno eseguito anche un sequestro preventivo di beni per oltre 5,3 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, riguarda un presunto sodalizio criminale a base familiare attivo nel traffico di cocaina, nell’usura e nelle estorsioni nel Cassinate. L’ordinanza contesta agli indagati, a vario titolo e allo stato delle indagini, i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dall’ingente quantità e dalla disponibilità di armi, detenzione e cessione di cocaina, usura, estorsione, detenzione di armi e altri reati, in diversi casi aggravati dal metodo mafioso. Il sequestro è stato notificato anche ad altri 7 soggetti non destinatari di misure personali. Il gruppo avrebbe operato in modo stabile da oltre dieci anni, gestendo una rete di spaccio attiva nell’area di Cassino. L’inchiesta, avviata nel 2019, avrebbe accertato una struttura organizzata con compiti distinti per approvvigionamento, trasporto, custodia, confezionamento e vendita della droga, oltre alla gestione di una cassa comune. Sequestrati circa 1,3 chilogrammi di cocaina e di ricostruire, in via indiziaria, forniture complessive per 63 chili. Il gip ha riconosciuto l’aggravante dell’impiego di minori e di persone in condizioni di fragilità nelle attività di spaccio. Contestati anche episodi di usura ed estorsione nei confronti di persone in difficoltà economica e di acquirenti.









