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Sull’onda dell’emozione le si consente di concorrere alla condanna (ponte Morandi) e ora si vuole autorizzarla ad eseguire anche la pena (caso Roggero). Due fenomeni molto diversi ma contigui. Colpe della politica e della magistratura

Per quanto sia controintuitivo notarlo e quasi scandaloso dirlo c’è un nesso, neppure troppo piccolo, tra la richiesta di mano completamente libera a titolo di legittima difesa, scatenata dal caso Roggero, e l’introduzione di reati per “tipo di vittima” come il femminicidio o l’allargamento compiaciuto dello spazio giuridico dei parenti delle vittime, come è avvenuto nel processo del Ponte Morandi, a cui sono stati di fatto ammessi come parte civile, dietro il simbolo del soggetto collettivo di un comitato, anche quei parenti che già avevano individualmente rinunciato a costituirsi in giudizio a fronte di un congruo risarcimento.