VADENA/BOLZANO. Anche la viticoltura deve obbligatoriamente fare i conti con gli effetti del cambiamento climatico. Le temperature più elevate anticipano la maturazione dell’uva, mentre periodi di siccità sempre più frequenti inducono una condizione di stress nelle piante. Il risultato è una sfida sempre più complessa per i produttori: mantenere la qualità delle uve e l'identità dei vini adattandosi alle condizioni climatiche. Il gruppo di ricerca in ecofisiologia dei sistemi arborei della facoltà di scienze agrarie, ambientali e alimentari dell’Università di Bolzano da anni porta avanti una linea di ricerca dedicata ai vigneti di montagna, studiando come il cambiamento climatico influenzi la maturazione dell'uva e la disponibilità d'acqua. I risultati individuano alcune strategie per aiutare la viticoltura ad adattarsi ai cambiamenti in corso. La specificità altoatesina
L'Alto Adige rappresenta un territorio particolare per la viticoltura: i vigneti si trovano spesso su pendii esposti al sole e su terreni che trattengono poca acqua. Anche se le precipitazioni sono relativamente frequenti rispetto ad altre aree europee, bastano pochi giorni di caldo intenso perché le viti entrino in una condizione di stress idrico.









