Aicurzio (Monza e Brianza), 22 luglio 2026 – È il documento col quale si disegna il percorso di vita di una persona con disabilità. Qui devono essere indicati i sostegni e i servizi a lei necessari perché possa esprimere le sue potenzialità ed essere il più possibile autonoma quando verranno a mancare i suoi primi, e spesso unici, alleati: i genitori.

Progetto di vita

È il documento che il Governo ha messo al centro della riforma della disabilità, seguendo l’approccio della Convenzione Onu del 2006. Il riferimento è al Progetto di vita. Non un documento statico, scritto una volta per tutte, ma dinamico, in evoluzione, proprio come l’esistenza di chiunque. Non a caso, nella definizione del Governo si fa riferimento a “desideri e aspettative”: “Un progetto individuale, personalizzato e partecipato dalla persona con disabilità – recita il decreto –, che partendo dai suoi desideri, dalle sue aspettative e preferenze, è diretto a individuare i sostegni per consentire alla persona di migliorare la qualità della propria vita, sviluppare le sue potenzialità, scegliere i contesti di vita”. Parole che fan tremare i polsi: in gioco ci sono le esistenze delle persone. Spetta ai Servizi sociali dei Comuni redigerlo.