Immaginate di acquistare oggi un abito su misura, realizzato proprio sul vostro corpo. È perfetto, vi sta benissimo ma ve lo consegneranno nel 2026. Il primo pensiero che vi verrà in mente sarà: “E se ingrasso o dimagrisco?”. Poco importa, avete scelto quel vestito e lo dovrete indossare. Accade qualcosa di simile ai pochi che, in Sicilia, riescono ad accedere ai progetti “Vita indipendente” (legge 328/2000, art. 14), piani personalizzati per persone con disabilità che mirano a garantire loro la possibilità di vivere in modo autonomo e inclusivo, scegliendo come, dove e con chi stare, e di prendere decisioni sulla propria vita, finanziando anche il costo di altri eventuali strumenti a supporto dell’assistenza, come la ristrutturazione domestica o la domotizzazione.
Dopo aver fatto la richiesta tramite pec al comune di residenza, che deve rispondere entro 60 giorni, questo deve predisporre il piano d’intesa con il distretto sanitario d’appartenenza indicando i vari interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali di cui necessita la persona con disabilità, che deve collaborare attivamente, e le modalità di una loro interazione. Cosa succede poi? È chiaro che si tratta di piani che non si possono fare in pochi giorni visto il coinvolgimento di tanti attori, ma di certo non si possono aspettare mesi per vederne l’attuazione perché altrimenti, come succede per un abito, non saranno più a misura della persona per cui e su di cui sono stati realizzati.







