NVIDIA ha pubblicato un'analisi approfondita della nuova CPU Vera, il processore Arm destinato ai datacenter AI e progettato specificamente per i carichi di lavoro di Agentic AI e reinforcement learning. Secondo l'azienda, l'evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale rende il processore centrale un elemento sempre più importante nell'esecuzione, nell'orchestrazione e nella gestione del contesto necessario per alimentare le GPU, riducendo i colli di bottiglia che limitano le prestazioni complessive del sistema.

Vera si basa su 88 core proprietari Olympus, sviluppati sull'architettura Armv9.2. Il chip adotta un design monolitico, integra la seconda generazione della NVIDIA Scalable Coherency Fabric, supporta NVLink-C2C, PCI Express 6.4, CXL 3.1 e dispone di memoria SOCAMM2 LPDDR5X con capacità fino a 1,5 TB.

La configurazione prevede 88 core e 176 thread grazie alla tecnologia Spatial Multi-Threading, una soluzione che NVIDIA propone come alternativa al tradizionale Simultaneous Multi-Threading utilizzato dalle CPU x86.

Anziché affidarsi esclusivamente alla condivisione opportunistica delle risorse, il core Olympus è stato progettato per ripartire le risorse in modo più efficace tra due thread hardware. Ciò consente a Olympus di funzionare come un core single-threaded ad alta produttività quando è richiesta la massima prestazione per thread, mentre il thread gemello che si occupa delle attività di gestione, oppure come due contesti di esecuzione più isolati quando è necessaria una maggiore densità di thread.