VENEZIA - Saltano i fondi per la Biennale. Ora la decisione dell'Unione europea, alla luce dello scontro maturato dopo le attività del Padiglione della Russia, diventa definitiva. Ieri infatti una nota dell'Ue ha chiarito, se mai ce ne fosse bisogno dopo i ripetuti annunci, che il contributo non arriverà. La polemica era emersa in primavera e, nonostante la contestazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco aveva confermato la scelta di ospitare le attività del Padiglione russo alla Biennale Arte.

La decisione «A seguito della valutazione giuridica e della raccomandazione della Commissione - spiega un portavoce dell'Ue - l'Eacea (l'Agenzia europea per la Cultura e l'Educazione) ha deciso di interrompere la sovvenzione in corso di 2 milioni di euro a favore della Fondazione La Biennale di Venezia». Una decisione contro la quale anche in città non sono mancate le accuse per la minaccia di revoca del contributo. «Gli eventi culturali, finanziati con il denaro dei contribuenti europei - conclude l'Unione europea nell'annunciare il taglio - dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione valori che non vengono rispettati nella Russia odierna».La replica Ora il ricorso al Tribunale europeo è davvero dietro l'angolo. «Prendiamo atto che si tratta di una decisione da tempo preannunciata da autorità politiche - ribatte in serata la Biennale - e che pertanto ci obbliga ai passi successivi che avevamo già reso noti, ovvero far valere le nostre ragioni in tutte le sedi competenti. La sovvenzione cofinanziava le attività del Settore Cinema relative a Biennale College e al Venice Production Bridge attività e Settore che nulla hanno a che vedere con la partecipazione della Russia alla Biennale Arte. Precisiamo infine che il provvedimento preso dall'Eacea non ha alcun impatto significativo né sul budget, né sul bilancio, né sulle attività programmate e in corso della Biennale di Venezia, che rimangono confermate».La politica Immediate le reazioni. «Bene fa La Biennale di Venezia a presentare ricorso contro la decisione di interrompere la sovvenzione di 2 milioni di euro - dice il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni - Nelle motivazioni date dall'agenzia Eacea, totalmente generiche, non vengono specificati gli elementi che giustificherebbero una decisione di questa portata. Siamo all'ennesimo vergognoso attacco politico e ideologico a un'istituzione che fa cultura e non si piega ad essere strumento di chi fa la voce grossa dall'Unione Europea». «Sapevamo benissimo che sarebbe arrivata la conferma: - sostiene il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini - l'Unione Europea strappa 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia. Un'Europa burocratica e punitiva, lontana anni luce dalla vera cultura, calpesta i suoi stessi principi censurando una delle più importanti eccellenze culturali della nostra nazione. Ma ciò che fa davvero rabbia e vergogna è la reazione del nostro governo: una Giorgia Meloni politicamente inutile, piegata ai diktat di Bruxelles senza muovere un dito per difendere l'Italia».