Il professor Trombetti era accompagnato da pm, carabinieri, tecnici e avvocati: dovrà quantificare la forza di spinta esercitata dalla folla.Nel silenzio irreale della campagna di Corinaldo, interrotto solo dal frinire delle cicale in un caldo giorno d’estate, la porta della Lanterna Azzurra si è riaperta. Davanti all’ingresso nemmeno un nastro, un mazzo di fiori: tutto sembra essere dimenticato in quello che per anni è stato un luogo abbandonato al tempo e alla memoria, anche se impresso nella mente di tutta Italia per la tragica notte dell’8 dicembre 2018. Ieri mattina è tornato a essere il centro gravitazionale di un’inchiesta giudiziaria che cerca ancora risposte definitive.

Erano circa le 9.30 quando un corteo composto dai carabinieri, dai pubblici ministeri Valentina Bavai e Paolo Gubinelli, dai legali di parte e dai consulenti tecnici ha varcato la soglia della struttura per un sopralluogo sul campo. Al centro dei rilievi c’è la figura del professor Tomaso Trombetti, stimato docente di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università di Bologna, al quale la Corte d’Appello ha recentemente affidato il delicatissimo incarico di redigere una nuova perizia tecnica.

La delegazione è entrata, scortata dai militari, dalla porta d’ingresso del locale e si è diretta senza indugi verso l’esterno del locale, concentrandosi sulla rampa dell’uscita di sicurezza numero 3, la via di fuga denominata S3. È esattamente su quella passerella che si consumò il dramma. Gli inquirenti e i tecnici si sono fermati a visionare minuziosamente le balaustre e i corrimano superstiti, studiando i punti di ancoraggio e lo stato dei materiali per comprendere l’esatta dinamica strutturale del collasso.