«Mi sono andato a mettere nella tana del lupo, hai visto questi qua? Sono avvoltoi... ci lasciano tranquilli dopo!». L'imprenditore, calabrese ma non reggino, aveva da poco messo piede in cantiere, nell’area di San Giovannello, quando comprende subito in quali guai fosse finito. Seppure non alle prime armi, ed avesse lavorato in lungo e largo per la regione, comprenderà subito che a Reggio la pressione estorsiva è veramente asfissiante. Senza via d'uscita: pagare per poter lavorare senza subire danneggiamenti. È l'intramontabile regola della “messa a posto”. Stringere un patto con i clan del territorio, versare una somma nelle casse delle ’ndrine in proporzione al valore dell'appalto aggiudicatosi.

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