Recanati scommette sulla bicicletta come strumento di sviluppo turistico e di mobilità. La città leopardiana entra nella rete nazionale Bike Hospitality, il progetto promosso dalla Federazione Ciclistica Italiana che aiuta i Comuni e gli operatori turistici a costruire un’accoglienza sempre più attenta alle esigenze dei cicloturisti. L’iniziativa, presentata in Comune, rappresenta un passo verso un modello di turismo che negli ultimi anni continua a crescere: quello di chi sceglie di viaggiare in bicicletta, cercando non solo itinerari suggestivi ma anche strutture ricettive e servizi dedicati. Il progetto prevede la certificazione delle attività che offrono standard specifici per chi viaggia sulle due ruote, dalla possibilità di custodire le biciclette in sicurezza ai servizi di assistenza e alle informazioni sui percorsi. L’obiettivo è creare una rete capace di rendere i territori più accoglienti e competitivi, generando nuove opportunità economiche per alberghi, agriturismi, bed & breakfast e attività commerciali. Per Recanati si tratta di una scelta che valorizza caratteristiche già presenti sul territorio. La città può contare su un patrimonio storico e culturale conosciuto in tutto il mondo, ma anche su percorsi immersi nel paesaggio collinare marchigiano e sulla Via Lauretana, itinerario che ogni anno richiama pellegrini e viaggiatori. "È una grande opportunità sia per la mobilità sostenibile sia per il turismo", ha sottolineato il sindaco Emanuele Pepa, evidenziando come l’ingresso nella rete nazionale possa dare maggiore visibilità alla città e aprire nuove occasioni di promozione. Sulla stessa linea l’assessore allo Sport Maurizio Paoletti e l’assessore al Turismo Ettore Pelati. Per la Federazione Ciclistica Italiana, l’adesione di Recanati rappresenta un tassello importante nella costruzione di una rete nazionale dedicata al turismo su due ruote. Il coordinatore nazionale del progetto Carlo Pasqualini ha spiegato che oggi il cicloturista sceglie destinazioni in grado di offrire servizi qualificati e una rete organizzata di operatori, mentre il vicepresidente della Federazione, Carmine Acquasanta, ha ribadito come Bike Hospitality possa unire turismo, sostenibilità, salute e sviluppo.