Pubblicato il: 19/07/2026 – 7:40

Il turismo lento come leva per rilanciare l’entroterra, il cicloturismo per destagionalizzare i flussi, il biodistretto per far conoscere l’entroterra. È lungo queste direttrici che il Parco regionale delle Serre prova a ridisegnare il proprio ruolo. «Abbiamo puntato sulla creazione di opportunità per i giovani, per le imprese e per la comunità», spiega il direttore del Parco, Francesco Pititto. «E abbiamo investito molto sul turismo lento, che permette alle persone di vivere la natura attraverso il trekking, la bicicletta, lo yoga e tutte quelle attività outdoor che mettono in relazione l’uomo con l’ambiente». Il punto di forza delle Serre è il patrimonio naturale. «È una natura rigogliosa, piena di acqua, di verde e di una grande energia». Un paesaggio che il Parco punta a rendere sempre più accessibile senza alterarne gli equilibri, intercettando un turismo alla ricerca di esperienze legate ai luoghi e non soltanto di mete da visitare. Una delle scommesse più evidenti riguarda le due ruote.

Il cicloturismo è un fenomeno in crescita in tutta Europa e negli ultimi anni ha trovato nella Ciclovia dei Parchi della Calabria uno strumento importante per portare nuova attenzione verso l’entroterra. «La nascita della Ciclovia dei Parchi ha segnato un cambio di passo per il nostro territorio e per l’intera dorsale dei parchi calabresi», afferma Pititto. «Oggi ospitiamo, soprattutto nei mesi di bassa stagione, cicloturisti provenienti dal Nord Europa e dal resto d’Italia». Visitatori che scelgono periodi meno affollati dell’anno e contribuiscono a rendere più lunga la stagione turistica. Per molti di loro è anche l’occasione per scoprire un’altra Calabria. «Restano estasiati nel vedere una Calabria autentica, che non è solo mare, ma anche borghi, gastronomia e soprattutto natura».