Anna Franchin, giornalista di Internazionale

Studenti dell’Indira Gandhi national open university a Patna, India, il 7 aprile 2026

(Santosh Kumar, Hindustan Times/Getty Images)

Se mettiamo insieme le ricerche più rigorose sui divieti dei cellulari a scuola, l’elemento più stridente probabilmente è che spesso dicono cose opposte. L’unico vero test randomizzato, su 17mila studenti universitari nell’India orientale, ha notato un salto di qualità significativo per chi non usava più il telefono; lo studio più ampio per numero di scuole coinvolte, 40mila istituti secondari statunitensi, ha concluso che le variazioni nei voti erano trascurabili o addirittura negative. Stesso oggetto, criteri diversi, esiti discordanti.

È un paradosso da cui vale la pena di partire per capire perché negli ultimi dieci anni – con il rendimento scolastico di ragazze e ragazzi che è crollato in tutto il mondo mentre i cellulari sono diventati quasi onnipresenti – la scienza non è riuscita a indicare una strada univoca rispetto all’efficacia dei divieti.