Smartphone chiusi a chiave negli armadietti, riposti in scatole apposite o "confiscati" dal personale scolastico all'ingresso? Nulla di tutto ciò: per applicare il divieto d'uso dei device personali - da quest'anno allargato a tutti gli alunni di ogni ordine e grado - le scuole stanno scegliendo, al momento, soprattutto la linea "morbida".

Secondo un sondaggio di Skuola.net - che ha visto la partecipazione di 1.000 ragazze e ragazzi di scuole medie e superiori - oltre 1 su 2 può, infatti, continuare a tenere il telefono con sé in classe, purché questo venga spento e riposto a debita distanza.

Non mancano, comunque, le strategie più rigorose, seppur minoritarie. In ogni caso, a prescindere dal sistema adottato, circa 1 intervistato su 3 racconta che nella propria classe una buona parte degli alunni continua a usare il telefono per scopi personali, in barba a ogni regola. Complice l'autonomia scolastica, ogni istituto ha avuto la possibilità di gestire la situazione con diversi gradi di severità. Per quasi tutti gli studenti, però, non si è trattata di una novità assoluta, e forse anche per questo hanno saputo prendere le dovute contromisure: nel 31% dei casi, infatti, il divieto era già in vigore lo scorso anno; mentre per oltre la metà (52%) la regola esisteva ma quest'anno l'applicazione è diventata più severa. Solo il 17% parla di un cambiamento vero e proprio, senza precedenti.