Il grido di aiuto per Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli è stato lanciato indicando come la piazza sia ostaggio di «violenza, aggressioni e degrado». Dopo l’ultimo accoltellamento di due giovanissimi sabato notte, dopo l’esposto presentato al Sindaco, al Prefetto, al Comune e al consiglio comunale di Napoli, i cittadini decidono di scendere in campo per «far riappropriare le persone perbene della piazza e della notte». Le parole di Fabrizio Caliendo, presidente dell’associazione Artetèka, sono un appello alla «parte sana del territorio che in realtà riguarda la grande maggioranza di cittadini e ragazzi che desiderano divertirsi con serenità e rispetto degli altri».
Movida a Napoli, caccia al branco di “piazzetta Orientale”: «Aggrediscono per noia»Per questo dopo aver firmato la denuncia, Caliendo insieme a Ivan Ambrosio dell’associazione Decumano del Mare, Massimo Di Porzio presidente Confcommercio di Napoli, Roberto Tottoli rettore dell’Università Orientale e don Salvatore Giuliani parroco della Basilica di San Giovanni Maggiore, lancia un invito dal nome “Quelli della notte”. Un appello a ritrovarsi in piazza per una serata di arte e musica con uno speaker corner da dove «far sentire la voce di chi vuole vivere senza paura di aggressioni, accoltellamenti, scippi e violenza». L’iniziativa Nella denuncia presentata l’emergenza più grave riguarda la sicurezza nelle ore notturne del fine settimana, la carenza di controlli e, di conseguenza, il degrado urbano che ne deriva, dal lancio di bottiglie al danneggiamento di lampioni e illuminazione pubblica. Per contrapporsi alla “malamovida” come è stata definita da don Salvatore, l’iniziativa scelta dalle associazioni sarà «una serata “partecipata” dove far parlare la piazza con l’allestimento di uno speaker corner da cui i veri utenti della notte lanceranno le loro richieste e proposte» spiega Caliendo che sui social chiede «la massima partecipazione dei cittadini». La manifestazione, in programma nei prossimi giorni, potrebbe essere l’occasione per l’apertura notturna della chiesa che, tempo fa, «aveva le porte aperte per accogliere i ragazzi, un’idea lanciata per avvicinare i giovani alla chiesa ma che per motivi di sicurezza è stata interrotta» ha raccontato don Salvatore. Le richieste L’idea di «far partire dal basso e dai cittadini, ma soprattutto dagli avventori sani della notte le proposte per la piazza» va di pari passo con le richieste oggettivamente necessarie per «restituire a Largo San Giovanni Maggiore la sua bellezza e il suo valore» aggiunge Caliendo. Tra i punti “salvavita” per la piazza c’è la richiesta della presenza di forze dell’ordine a piedi, considerata più compatibile e funzionale con la movida, la necessità di una riqualificazione urbana e, infine, una progettazione che possa riguardare iniziative culturali e artistiche.Napoli a Fuorigrotta set e musica a palla nella notte: esplode la protesta dei residenti«Chiediamo il confronto con le istituzioni e la loro collaborazione - insiste il presidente di Artetèka - c’è il progetto “palco Pino Daniele” che ha avuto anche il supporto del Mei, meeting delle etichette indipendenti, e che prevede uno spazio di arte permanente nella piazza, eppure non abbiamo avuto risposte». La revoca Tra le richieste alle istituzioni, Confcommercio Napoli ha presentato ieri un documento al coordinatore della Consulta della Notte, il consigliere comunale Sergio D’Angelo, per chiedere la revoca delle ordinanze restrittive in tema di movida, sia per il centro storico che per la zona di Chiaia. «Riteniamo di particolare importanza posticipare alle 24 il divieto di vendita per asporto, in conformità a quanto previsto dalla delibera consiliare ed escludere dal divieto di vendita per asporto gli alimenti, l’acqua e le bevande analcoliche, misura non adatta soprattutto nel periodo estivo e in una città a forte vocazione turistica come Napoli» ha spiegato Di Porzio convinto che «il governo della movida non possa fondarsi esclusivamente sull’introduzione di divieti, ma richieda un’efficace azione di presidio del territorio e di responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti».







