«Il ministro Nordio è incorso nello stesso errore del mio predecessore Roberto Castelli». Quale?«La titolarità del potere di concedere la grazia spetta in via esclusiva al Presidente della Repubblica», spiega Clemente Mastella, che fu guardasigilli nel secondo governo Prodi e si ritrovò su quello scranno con la sentenza dei giudici della Consulta che chiarirono il dubbio. La vicenda fu innescata proprio dal predecessore leghista che si rifiutò di controfirmare i decreti di clemenza avviati dal Capo dello Stato (in particolare per Ovidio Bompressi, ex dirigente di Lotta Continua condannato per l’omicidio del commissario Calabresi). Da qui nacque il ricorso sul conflitto di attribuzione sollevato dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi contro il ministro leghista. Una vicenda quanto mai attuale dopo il pressing recente del ministro Nordio per avviare la richiesta di grazia per Mario Roggero, il 72enne gioielliere piemontese condannato, in via definitiva, a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo un’incursione nel suo negozio.
Cosa sta accadendo invece ora?«Mi spiace che Nordio sia caduto nello stesso errore del mio predecessore (Castelli, ndr) quando la sentenza della Consulta di vent’anni fa è chiarissima in questo senso. Ma sopratutto mi spiace vedere queste cose qua: che la politica rincorra, senza un minimo di valutazione, le pulsioni del Paese. I processi politici devono essere guidati, non possono essere invece diretti dalla pancia degli italiani. In più questa condanna, è bene ricordarlo, è frutto di una legge voluta da Matteo Salvini che ora sembra smentire se stesso. E anzi, sempre Salvini, vuole addirittura candidarlo alle prossime elezioni pur sapendo che non è possibile». Come si esce da questa vicenda?«Anche molti avvocati l’hanno ammesso: Roggero ha anzitutto sbagliato a prendersela con il Capo dello Stato. Qui c'è un tentato ed un duplice omicidio. E i giudici si sono espressi in ben tre gradi di giudizio». Da ministro della Giustizia si è trovato in disaccordo con il Capo dello Stato su qualche cado di grazia?«Con il presidente Napolitano c’era piena intesa per concederla a Bruno Contrada e ad Adriano Sofri. Ma tutto saltò». Perché?«Il primo fece ricorso alla Corte Europea quando era già tutto pronto mentre per Sofri, pure c’erano le condizioni. Ma in quest’ultimo caso non la chiese formalmente il diretto interessato, né nessun altro e non poteva essere concessa a prescindere. Io mi premurai solo, per il caso Sofri, di osservare con chi sollecitava il provvedimento che sarebbe stato opportuno un passaggio con i familiari del commissario Calabresi prima di procedere. Ma come le ho detto: non se ne fece nulla». Intanto sulla vicenda Roggero è intervenuto anche Elon Musk.«Lui ormai è il padrino dei più invasati estremisti di destra. L’Italia che è culla del diritto ed è il Paese di Beccaria e della grande scuola dei giuristi cattolici, da Carnelutti a La Pira fino ad Aldo Moro: quindi da Musk e dai suoi odiosi sermoni non ha nulla da imparare, in termini di tutela giuridica e morale della vita umana. E guardi che se noi non le smettiamo di mettere in discussione ogni sentenza, finisce la giustizia. E lo dice chi ha patito i magistrati».















