Sceso in campo per “graziare” Mario Roggero, il ministro Nordio sta seriamente rischiando di seppellire la chiave della sua prigione e di rendere persino “più definitiva” la sua condanna a 14 anni e nove mesi, della quale ancora non c’è nemmeno la motivazione della sentenza della Cassazione. E nelle immagini del capo dello Stato che, dopo averlo convocato al Quirinale, spiega al ministro che cos’è, e soprattutto che cosa non è la Grazia, non c’è solo il maestro che chiama Pinocchio e gli mette il cappello a punta, mentre al discolo crescono le orecchie d’asino.
La scena infatti solo in apparenza è comica. In realtà è drammatica, perché rivela Nordio e quest’ansia, che non è soltanto sua, ma di tutto il governo ormai in campagna elettorale, di fare qualcosa di destra, più a destra di Vannacci virolone e spietato, più a destra di Salvini che alimenta il mito reazionario della giustizia privata, sino a Clint Eastwood e alla giustizia dell’individuo che precede l’intervento dello Stato e “salta” i processi, la legge, i tribunali, prende la pistola e spara… e sino a Charles Bronson, al quale Nordio vagamente somiglia con quella sua faccia incaica, la faccia della civiltà del crudo al sangue.












