Il Parlamento francese ha approvato una legge per alzare l’età minima per l’accesso ai social network a 15 anni. Parliamo di una scelta che stanno portando avanti diversi Paesi: il primo è stato l’Australia. In Italia la soglia per l’accesso è ancora 13 anni.

La legge è arrivata anche in Francia. Il Parlamento ha approvato l’innalzamento dell’età minima per accedere ai social, con un voto favorevole sia al Senato che all’Assemblea Nazionale. La soglia per accedere a queste piattaforme ora è fissata a 15 anni. Il quotidiano Le Monde ha riportato il commento di Emmanuel Macron, presidente della Repubblica: “Questo è un grande passo avanti. La Francia è all'avanguardia in Europa nella tutela dei nostri bambini e ragazzi. Continueremo su questa strada”. La Francia è solo l’ultimo caso di una tendenza che stiamo vedendo da tempo. Il punto di partenza è stato l’Australia, che nel dicembre del 2025 aveva fissato il divieto di usare i social sotto i 16 anni.

Anche il Regno Unito ora si sta muovendo per una stretta che non prevede solo il blocco dei social per i minori di 16 anni ma anche norme più restrittive come il divieto di accedere alle piattaforme di notte (tra mezzanotte e le sei di mattina) per gli utenti che hanno tra i 16 e i 18 anni. Non solo, anche l’Europa ha cominciato a muoversi. Nei giorni scorsi la Commissaria Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Dobbiamo valutare un accesso graduale e scaglionato per le diverse fasce d’età”. Certo. Il punto è sempre capire se queste restrizioni funzionano. Il New York Times ha dedicato un reportage al caso dell’Australia dove viene evidenziato anche che buona parte degli utenti colpiti dal ban sono riusciti a rientrare senza troppi problemi. Un report pubblicato dalla Australia’s eSafety Commission ha spiegato che sette utenti su dieci che dovrebbero essere soggetti a restrizione sono ancora sui social. Tra i metodi da segnalare per aggirare le restrizioni c’è anche quello di disegnarsi dei baffi sul viso così da ingannare tutti i sistemi.