di

Andreina Baccaro

I pm chiederanno al Viminale le linee guida sul contenimento a terra dei soggetti esagitati. Il presidente del 118: «Un medico l’avrebbe salvato»

Il comportamento dei poliziotti, ma anche quello dei sanitari, di chi ha inviato l’ambulanza con i soccorritori assegnando un codice verde alla chiamata al 118 e poi protocolli di intervento e di contenimento. Si concentrerà su quanto successo in via Italo Svevo domenica a Bologna l’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Abderrahim Fakir ma anche su chi e come ha gestito ogni fase e su che tipo di preparazione e «regole d’ingaggio» avessero soccorritori e agenti. La Procura di Bologna guidata da Paolo Guido si appresta a scandagliare la vicenda fino in fondo, per non lasciare impunita, se c’è stata, anche la minima responsabilità. Per ora, però, le iscrizioni sono state fatte nel registro 45 bis: le persone al vaglio della magistratura non sono formalmente indagate, ma iscritte preliminarmente perché avrebbero un’evidente causa di giustificazione.

I protocolli del ViminaleAl Viminale i pm Domenico Ambrosino e la collega Francesca Arienti, assegnata anche lei all’indagine, chiederanno le linee guida sul contenimento a terra dei soggetti esagitati e quella circolare datata maggio 2026 in cui si elencano una serie di raccomandazioni proprio per quella manovra, tra cui «allentare la presa immediatamente, posizionando la persona su un fianco e verificando che sia nella condizione di respirare» qualora «mostri segni di malessere». Quando i due poliziotti lo hanno fatto domenica era ormai troppo tardi per Fakir.