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La violenta grandinata e il fortissimo temporale che sabato sera hanno interrotto il concerto di Bad Bunny a Milano avrebbero messo in crisi qualsiasi contesto all’aperto, ma quello che è successo all’Ippodromo La Maura ha rinnovato le polemiche e il dibattito sull’opportunità di continuare a organizzare grandi eventi in una struttura che da anni è criticata da addetti ai lavori e spettatori dei concerti.
L’evacuazione di 80mila persone è stata caotica e molto disagevole, ma si è svolta in modo relativamente veloce e senza grossi incidenti. I problemi emersi sono in realtà gli stessi che, con intensità minore, si manifestano ogni volta che all’Ippodromo La Maura si tiene un evento di queste dimensioni. Grandi affollamenti e code all’ingresso e all’uscita, una concentrazione di persone sproporzionata rispetto ai servizi che offre il quartiere, dai parcheggi ai mezzi pubblici. E nei quaranta minuti di concerto che si sono svolti regolarmente, per una parte significativa del pubblico è successo quello che succede sempre: ha visto poco.
Nei giorni successivi al concerto la polemica non si è limitata ai social e al pubblico deluso, ma ha coinvolto la politica: diversi consiglieri comunali hanno criticato l’uso dell’Ippodromo come spazio per i grandi concerti, sostenendo che non sia una sede adeguata per eventi con decine di migliaia di spettatori. Il problema è che a Milano gli spazi alternativi non sono molti.













