Andy Burnham, che da lunedì è il nuovo primo ministro britannico, si sta affrettando a mostrarsi in discontinuità con il suo predecessore Keir Starmer. Sono entrambi Laburisti e l’operazione ha senso perché Starmer era diventato così impopolare, persino dentro il partito, da non riuscire quasi più a governare. La questione ora è quanto Burnham sarà disposto a discostarsi dal programma con cui i Laburisti avevano stravinto le elezioni nel 2024, e che alla fine è il programma di Starmer, dato che al tempo era lui il leader.

La volontà di Burnham di fare le cose in modo diverso si è già vista in almeno due aspetti: i primi provvedimenti annunciati e la composizione del governo, da cui sono stati cacciati tutti i ministri più vicini a Starmer.

Burnham ha deciso di puntare parecchio sul contrasto al carovita, che da mesi ha soppiantato l’immigrazione come principale priorità per gli elettori. Una delle sue prime misure è stata togliere per un anno l’IVA dalle bollette dell’elettricità, in modo da ridurle in media dell’equivalente di 53 euro all’anno a famiglia. È una misura onerosa per il governo, dato che costa quasi un miliardo di euro. Ma va in controtendenza col governo di Starmer, ricordato per un impopolare taglio dei sussidi ai pensionati per le bollette invernali, che alla fine era stato costretto a rimangiarsi.