L’ex sindaco di Manchester, il 56enne Andy Burnham, è il nuovo leader del partito laburista britannico. La sua scalata ai vertici del governo si compirà lunedì quando il premier uscente, Keir Starmer, presenterà le sue dimissioni a re Carlo. Solo allora, “il re del Nord” farà il suo ingresso ufficiale al N.10 di Downing Street. Sarà il settimo primo ministro del Regno Unito nell’arco di un decennio. Sono passate appena quattro settimane da quando, dopo nove anni di assenza, Burnham ha fatto ritorno alla Camera dei Comuni. Ci è arrivato come deputato di Makerfield dopo aver stravinto le suppletive del 18 giugno, “indotte” dagli alleati interni al partito determinati a sostituire Starmer, reduce da mesi di scandali e passi falsi oltre che della sonora sconfitta incassata alle amministrative del 7 maggio.Per Burnham non c’è stato neppure bisogno di primarie. I deputati laburisti hanno scommesso in modo compatto su di lui. Le firme apposte alla sua candidatura sono state 379: più del quadruplo della soglia minima contemplata dal regolamento per bandire una corsa alla leadership. Dalla sua parte si sono schierate anche 23 organizzazioni affiliate ai Labour, tra cui 11 sindacati. L’incoronazione ufficiale è avvenuta, ieri, a Londra, nell’ambito di una conferenza straordinaria del partito. «Accettando l’onore di guidare questo partito nel suo cammino verso il futuro», ha dichiarato emozionato alla platea.È seguito un discorso – «migliore di qualsiasi intervento pronunciato da Starmer in due anni», ha commentato il Guardian – in cui ha illustrato le sue priorità. Prima fra tutte, l’unità del partito: basta con briefing anonimi contro i colleghi. Il partito, inoltre, deve collaborare con gli altri pur mantenendo un’identità «marcatamente laburista»: «Non deve essere più verde dei Verdi» . A suo dire, è arrivato anche il momento di costruire una «nuova politica» che ruoti attorno alle «grandi questioni trascurate», come la riforma del sistema di assistenza sociale. Ha promesso di essere un leader per tutto il Regno Unito.Da sindaco di Manchester, ha sottolineato, «ho cercato di dare al nord dell’Inghilterra la voce più forte possibile», ora vuole fare «la stessa cosa per ogni parte del Paese». Obiettivo che fa il paio con la necessità di trasferire competenze sui territori, «sui luoghi in cui vivete», per far sì che far sì che l’economia vada a vantaggio diretto dei cittadini. Esponente della cosiddetta “sinistra moderata”, Burnham è favorevole a un maggiore controllo pubblico sui servizi e alla reindustrializzazione. Questa sarebbe la ricetta per superare i dogmi di 40 anni di neoliberismo, in qualche modo assorbiti pure dai governi del New Labour blairiano, durante cui «il potere politico è stato centralizzato e quello economico privatizzato» fin nei servizi essenziali. Il Paese, ha sottolineato, deve trovare ora «una strada nuova».Il nuovo leader si propone come un uomo vicino alla gente a cui parla attraverso accurati post sui social media. Non si confronterà con i deputati prima di settembre, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva di sei settimane, a meno che non decida di riconvocare il Parlamento. Nel frattempo intraprenderà un “tour di ascolto” del Paese, con visite previste in diverse aree durante il mese di agosto. «Sono pronto», ha detto.