«In questi anni abbiamo amministrato una Sicilia che si confrontava con alcune criticità ereditate nel tempo, tra cui fragilità finanziarie, ritardi amministrativi, opere da completare ed esigenze strutturali ancora aperte. Una realtà che richiedeva un rinnovato e corale impegno per rafforzare la capacità delle istituzioni di programmare gli interventi e guardare con fiducia al futuro». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo all’Ars per illustrare la relazione sull'operato del governo.«Il percorso di risanamento dei conti pubblici, già avviato dal precedente governo, è stato da noi consolidato e portato avanti con determinazione, rafforzando la stabilità finanziaria della Regione e creando le condizioni per una programmazione più solida ed efficace. A questo scenario si sono aggiunte nuove sfide: la crisi energetica, l’inflazione, la più grave emergenza idrica degli ultimi decenni, gli effetti dei cambiamenti climatici e le tensioni internazionali che hanno inciso anche sulla nostra economia».«Non abbiamo inseguito il consenso con provvedimenti estemporanei. Abbiamo preferito affrontare questioni la cui soluzione, la Sicilia, attendeva da troppo tempo: il risanamento della finanza regionale, la riforma del ciclo dei rifiuti con il completamento della rete impiantistica e la scelta deitermovalorizzatori, gli investimenti strutturali per superare la crisi idrica, il riordino della macchina amministrativa, la semplificazione delle procedure e il rilancio della capacità della Sicilia di attrarre investimenti. Naturalmente nessuno può sostenere che tutti i problemi siano stati risolti. Restano criticità, servizi da migliorare, infrastrutture da completare e riforme da portare a termine. Ma sarebbe altrettanto ingiusto non riconoscere quanto la Sicilia sia cambiata».«Oggi abbiamo una Regione con conti ancora più solidi, maggiore affidabilità istituzionale, una più forte capacità di attrarre investimenti e una programmazione delle risorse europee e nazionali finalmente orientata alla realizzazione delle opere. È su questi risultati che desidero confrontarmi con il Parlamento, nella convinzione che la Sicilia abbia imboccato una strada diversa, fondata sulla responsabilità, sulla programmazione e sulla volontà di competere alla pari con le altre grandi realtà del Paese».«Se dovessi individuare il risultato che ha reso possibili tutti gli altri, indicherei senza esitazione il risanamento della finanza regionale. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una Regione che aveva avviato un percorso di risanamento ma che restava ancora gravata da un disavanzo di oltre 4 miliardi di euro, con un ciclo dei rendiconti fermo da anni, margini di azione fortemente limitati e una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato, dei mercati e degli investitori". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo all’Ars per illustrare la relazione sull'operato del governo. "Abbiamo affrontato questa sfida senza scorciatoie. Il riequilibrio dei conti non è mai stato per noi un esercizio di ragioneria, ma la condizione indispensabile per restituire alla Sicilia la capacità di programmare, investire e decidere il proprio futuro. Abbiamo scelto la strada del rigore, del dialogo istituzionale con il Governo nazionale e con la Corte dei Conti e della responsabilità amministrativa, trasformando il risanamento in uno strumento di sviluppo e non di mera austerità».
La relazione di Schifani all'Ars: conti più solidi e maggiore capacità attrattiva
«In questi anni abbiamo amministrato una Sicilia che si confrontava con alcune criticità ereditate nel tempo, tra cui fragilità finanziarie, ritardi amministrativi,...










