«Il nostro obiettivo non era semplicemente migliorare i conti. Il vero obiettivo era trasformare la stabilità finanziaria in crescita economica, occupazione e sviluppo. I risultati confermano che questa strategia ha funzionato. La Sicilia è cresciuta più del resto d’Italia: il PIL è aumentato del 2,1% nel 2023, dell’1,8% nel 2024, a fronte dello 0,7% nazionale, e anche nel primo semestre del 2025 ha registrato una crescita dell’1,1%, contro lo 0,2% del dato italiano. Su un orizzonte più ampio, negli ultimi cinque anni il PIL dell’Isola è cresciuto complessivamente del 18,9%, con un andamento superiore alla media nazionale. È un trend certificato da Banca d’Italia, Istat, Svimez e dai principali osservatori economici». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo all’Ars per illustrare la relazione sull'operato del governo.Avanzo di 5 miliardi
"La Regione registra un avanzo di amministrazione superiore ai cinque miliardi di euro; il rendiconto 2024 si è chiuso con un avanzo di oltre 2,1 miliardi e il 2025 beneficia anche della cancellazione del Fondo anticipazione di liquidità. Parallelamente, le entrate tributarie sono cresciute di circa cinque miliardi di euro in tre anni, senza aumentare la pressione fiscale. Non si tratta soltanto di numeri. Significa avere recuperato piena capacità di programmazione, poter investire con maggiore forza in infrastrutture, sanità, imprese, politiche sociali ed enti locali e consegnare ai siciliani una Regione più solida di quella che abbiamo ereditato"."Questa ritrovata solidità è stata riconosciuta anche dalle principali agenzie internazionali di rating: Moody's ha portato la Sicilia da Ba1 a Baa2, Standard & Poor's da BBB- a BBB+, mentre Fitch ha confermato il rating BBB, migliorandone recentemente l’outlook a positivo. Un riconoscimento che rafforza la credibilità della Regione e la sua capacità di attrarre investimenti".Tornati a una normale programmazione







