Il paradosso arriva dalla Germania, dove l’ateneo che ha da poco annunciato i corsi islamici ha soppresso 4 cattedre su 22 della facolta di Teologia Cattolica per problemi di bilancio

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

L’islam si sta facendo largo ad ampi passi in Europa, anche e soprattutto per colpa di un’impostazione politica e ideologica che per troppi anni ha confuso l’integrazione con la sottomissione. È un problema comune dell’Europa occidentale, che oggi sta presentando un conto salatissimo in termini di perdita dell’identità e della cultura. A questo contribuisce anche la staticità delle confessioni Cristiane tutte che, invece di difendere un territorio e i fedeli, favoriscono l’immigrazione di soggetti di altre religioni. L'ennesimo segnale di una ritirata identitaria arriva dagli atenei della Germania, dove la scure dei tagli di bilancio colpisce la memoria storica e la teologia cristiana, risparmiando accuratamente le strutture di matrice islamica.Solo pochi giorni fa veniva diffusa la notizia dell’istituzione di una nuova facoltà all’università Münster interamente in chiave islamica, la prima dell’Europa Occidentale. E ora è arrivata la notizia che l’ateneo, che ha alcuni dei corsi teologici più antichi della Germania, deve rientrare dai buchi di bilancio e quindi è costretta a tagliare. Dove? Solo tra le facoltà di insegnamento cristiano. È stato ufficializzato un severo piano di ridimensionamento economico che andrà a penalizzare pesantemente la facoltà teologica cittadina: entro il 2031, la facoltà di Teologia Cattolica vedrà la cancellazione di 4 delle sue 22 cattedre complessive. Una misura draconiana che si inserisce in un quadro di finanza pubblica stringente, all'interno del quale il polo cattolico, unitamente a quello protestante, sarà chiamato a garantire un risparmio complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro.