Dal 1° luglio l’Università di Münster ha elevato il suo Centro per la Teologia islamica a Facoltà autonoma, la sedicesima dell’ateneo. Non è un semplice aggiustamento amministrativo, ma un esperimento ambizioso – e per molti aspetti divisivo – sul terreno geopolitico e sociale: costruire un Islam europeo con strumenti accademici, in lingua tedesca, all’interno di una grande università pubblica.
L’ateneo la presenta come la prima facoltà autonoma del genere in Germania e nell’Europa occidentale. Va però ricordato che il primato continentale spetta alla Faculty of Islamic Studies dell’Università di Sarajevo, attiva dal 1977. La novità di Münster, tuttavia, è unica nell’Occidente europeo contemporaneo per il livello di indipendenza: la nuova struttura definirà in proprio programmi, regolamenti, dottorati e abilitazioni.
Il percorso affonda le radici nel 2012 e si inserisce in una strategia accademica e politica varata dal governo federale già nel 2011. L’obiettivo è radicare la teologia islamica nel sistema pubblico e formare una classe dirigente religiosa capace di muoversi agilmente nel quadro giuridico e culturale tedesco.
Dal semestre invernale 2026/27, la facoltà entrerà a regime con circa 450 studenti e un corpo docente paritario: otto professori, quattro donne e quattro uomini.









