Mentre l’Unione europea cede alle pressioni dei Paesi più dipendenti dall’import di gas e che meno spingono sulle rinnovabili, come l’Italia, viene fuori che dal fronte dell’idroelettrico può arrivare una soluzione concreta e immediata per superare uno dei principali ostacoli della transizione ecologica del Vecchio continente, che è la congestione delle reti elettriche. I ricercatori del think tank britannico Ember hanno pubblicato una nuova analisi da cui emerge che attraverso la tecnica dell’ibridazione, nota anche come «cable pooling», è possibile collegare nuovi impianti eolici e solari direttamente al medesimo punto di connessione alla rete già utilizzato da centrali idroelettriche esistenti. Questo approccio, spiegano gli autori dello studio, consente di bypassare completamente le lunghe attese autorizzative per la costruzione di nuove infrastrutture di trasmissione, ottimizzando l’uso dei punti di immissione disponibili. L’opportunità, viene inoltre sottolineato con un’aggiunta che riguarda tra gli altri proprio il nostro Paese, si concentra principalmente nei sette maggiori Paesi idroelettrici dell’Unione europea, ovvero appunto Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Romania e Bulgaria.