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Julius Baer raddoppia l'utile nella prima metà del 2026, grazie a un patrimonio gestito sui massimi storici e a una forte attività della clientela. Nonostante abbia confermato gli obiettivi di medio termine di una crescita del 4%-5% entro il 2028, il gruppo ha tuttavia previsto che i venti contrari per la raccolta netta, legati al quadro di riferimento in materia di rischi e conformità, continueranno anche nel 2027. "L'aggiornamento relativo al primo semestre ha fornito alcune rassicurazioni", affermano gli analisti di Rbc. Tuttavia, per la casa d'affari, "le indicazioni di persistenti difficoltà" nell'acquisizione di nuovi capitali e il calo del numero di gestori di relazioni con i clienti "sollevano alcuni interrogativi sulla sostenibilità dei trend". L'outlook ha così offuscato la solida performance del primo semestre, chiuso con un utile netto record di 673 milioni di franchi svizzeri, in crescita del 128% rispetto ai 295 milioni chf dello scorso anno, quando a pesare sul dato era stato un onere e una cessione in Brasile. L'Eps è risultato pari a 3,27 franchi per azione, a fronte degli 1,44 chf di un anno fa, mentre l'utile adjusted è cresciuto del 32% a 673 milioni chf. Nel periodo, il gruppo ha beneficiato di una solida crescita degli asset dei clienti, sostenuta da continui afflussi netti di nuovi capitali. In particolare, gli asset in gestione (AuM) hanno raggiunto il livello record di 547 miliardi di franchi nel semestre, con un incremento di 26 miliardi chf (+5%) rispetto all'anno precedente. Includendo gli asset in custodia per 102 miliardi chf, il totale degli asset dei clienti ha raggiunto il livello più alto di sempre, pari a 649 miliardi chf. Julius Baer ha attribuito la performance a un andamento positivo dei mercati e agli effetti valutari, nonché ai continui afflussi netti di nuovi capitali. Dopo un inizio d'anno lento, i nuovi afflussi netti hanno raggiunto i 5,7 miliardi di franchi svizzeri (2,2% su base annua), con contributi particolarmente significativi dai mercati dell'Europa occidentale, Svizzera inclusa. Nella prima metà del 2026, Julius Baer ha rafforzato in modo significativo anche la posizione patrimoniale: il coefficiente Cet1 è salito al 18,5% (fine 2025 al 17,4%), ben al di sopra dei requisiti minimi. "Nel complesso, abbiamo registrato una solida performance operativa nella prima metà del 2026, con un utile netto record, trainato da una forte attività dei clienti, da un patrimonio gestito ai massimi storici, da un flusso costante di nuovi capitali netti in entrata e da un continuo miglioramento della leva operativa", ha commentato il ceo, Stefan Bollinger. Da quando ha assunto l'incarico nel gennaio 2025, Bollinger ha cercato di riorientare la strategia della banca verso la pura gestione patrimoniale, ponendo fine all'espansione nel debito privato che si era rivelata controproducente con il crollo dell'impero immobiliare del magnate René Benko. La banca aveva accumulato centinaia di milioni di dollari di prestiti essenzialmente a un unico cliente attraverso tale business. Julius Baer è tuttora soggetta a un procedimento formale di esecuzione da parte dell'autorità di vigilanza svizzera Finma, relativo a carenze nella gestione del rischio sotto la precedente gestione, che le impedisce di effettuare riacquisti di azioni proprie o di restituire capitale agli investitori per oltre tre anni. Anche su questo tema, Julius Baer non ha fornito alcun aggiornamento. Cosa che ha alimentato la flessione del titolo.











